Municipio Roma XV Arvalia-Portuense,Unione Danza Sport, tel. 3924261027 – 3494504749 - Scuola Leonardo Sciascia, via Domenico Lupatelli,1 (Villa Bonelli) - tel. 3494504749 - 3924261027 - sabato 11.00 - 12.30 - Qi gong, Tai chi di Stile Yang e Chen, Spada I MAESTRI Il Maestro Xu e’ nato a Shanghai, ha cominciato la pratica nel 1969, ha studiato diversi sistemi di arti marziali: Xin Yi delle Sei armonie e dei Dieci Animali , Bagua del serpente, Pugno di cotone , Lan Shou, Bagua del dragone. Ha cominciato a studiare Taiji stile Chen nel 1977 con il maestro Shong Guang-En, che era stato uno studente interno del maestro Chen Zhao Kuei, figlio del famoso Chen Fake. Successivamente approfondiva lo studio con maestri di altissimo livello tra cui Qin Zhong Bao, Ho Bin Quan, Ye Xiao Long ed altri. All’inizio degli anni Ottanta lascia la sua professione di insegnante di matematica e si trasferisce negli Stati Uniti, dove inizia a divulgare ed a tramandare i "grandi segreti del Taiji", oltre che con la sua incessante opera di diffusione, invitando in Occidente alcuni dei maestri più rappresentativi delle arti marziali cinesi. E' considerato uno dei maestri più preparati degli Stati Uniti e tra i più prestigiosi per la diffusione del Taiji fuori dalla Cina. Unisce ad una grande conoscenza e preparazione tecnica una sorprendente capacità comunicativa e di insegnamento che ne fanno sicuramente un maestro di altissimo valore. La sua conoscenza delle arti marziali, sia da un punto di vista tecnico che filosofico-culturale, é molto vasta. E' un profondo conoscitore oltre che di Taiji Quan, anche di Bagua Zhang, di Xing Yi e Lan Shou. Nel 1995 arriva per la prima volta in Italia; da allora su invito della scuola viene tre volte l’anno (primavera, estate e autunno) per tre settimane ogni volta. Flavio Daniele, fondatore e guida della NEI DAN SCHOOL, vive a Bologna . Inizia la pratica nel 1967 con il Judo, che lascia dopo tre anni, e con il Karate Shotokan che porta avanti per oltre 15 anni, raggiungendo nel 1980 il 3° dan sotto la scuola del M° Hiroshi Shirai. A cavallo tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta comincia le prime esperienze delle arti marziali cinesi. E’ autore dei libri “ Le Tre Vie del Tao “, "I Tre Poteri del Taiji Quan", "La forma Antica del Taiji Quan Stile Chen", "Il potere segreto del corpo nelle Arti Marziali", “Scienza, Tao e Arte del Combattere” editi dalla Luni nel 2003. E' autore anche di un video didattico sul Taiji stile Yang e di una serie di video didattici sugli antichi metodi di potenziamento fisico-energetici del corpo (Nei Gong). Ha collaborato con la facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bologna e scrive per le maggiori riviste italiane (Samurai e Arti D'Oriente) ed estere di arti marziali e scienze dello spirito. Suoi articoli sono apparsi in Spagna e sulla rivista americana Taiji Magazine, la più prestigiosa rivista internazionale di arti marziali interne. E' comparso sulla rivista Panorama (nov. 1999), su Repubblica Salute (maggio 2003) e su due delle più importanti riviste giapponesi di Arti Marziali. Marcello Giusti Inizia lo studio del Tai chi chuan di stile yang all'inizio degli anni '90 con la maestra Necla Umbaraci, presso la sede dell'Ass. di Meditazione di Consapevolezza di Roma. Continua con il M° Cristiano Vittorioso e con il M°Giuseppe Siani con cui approfondisce lo studio del Qi gong e del Tai chi di stile chen. Approfondisce la pratica con alcuni grandi maestri cinesi quali: il G.M. Chen Xiao Wang, depositario ufficiale della XIX generazione della famigla Chen; il G.M. Zhu Tiancai, uno dei quatto famosi guerrieri del Budda; il M° Yang Jwing ming , maestro di livello intenazionale; il M° Wang Hao Da per lo stile Wu. Con il M° Guo Ming Xu e il M° Flavio Daniele della scuola Neidan consegue il diploma di istruttore di Tai chi chuan, riconosciuto dalla P.W.K.A. e dal C.O.N.I. E' anche diplomato allenatore di Tai chi chuan con l' Accademia del Raffinato Wu-Shu cinese del M° Liu Tian Jian (C.S.E.N. - C.O.N.I.). Ha studiato il Qi gong terapeutico con il maestro prof . Li Xiaoming, direttore dell' istituto di ricerca sul Qi gong dell'Universita' di Medicina Tradizionale Cinese di Pechino, conseguendo il secondo livello di pratica. E' Istruttore di II° livello di Yi quan, arte marziale e metodo terapeutico, della scuola del M° Stefano Agostini. E’ maestro dI Tai Chi Chuan III° Duan FIWUK - ENDAS - CONI PROGRAMMA DEL CORSO DI TAI CHI CHUAN E QI GONG 1^ fase - Lavoro sui PRINCIPI fondamentali (NeI Gong – Lavoro interno): a) POWER STRETCHING per i tendini ed i legamenti, per lo sviluppo della forza elastica Gli esercizi di Power Stretching lavorano sulla forza della struttura. Il P.S. è un modo di eseguire gli esercizi piuttosto che una specifica serie di esercizi. I suoi principi base sono i seguenti: • interno forte, esterno morbido • muscoli profondi forti, muscoli superficiali rilassati • Yang dentro, Yin fuori • espansione del muscolo nelle 6 direzioni • lavora per forze contrapposte Nel P.S. è “l’interno” che muove “l’esterno”, mentre nello stretching classico è solo l’esterno che lavora. Il muscolo superficiale lavora sulla velocità, mentre quello profondo sulla potenza; il P.S. armonizza muscoli superficiali e profondi, e coniuga dunque velocità e potenza, elasticità e potenza. Le tecniche di P.S. non sono altro che le antiche tecniche di Qi Gong marziale e di condizionamento; nel P.S. ogni movimento è finalizzato alle arti marziali. La sequenza di esecuzione degli esercizi di P.S. segue sempre il principio della tripartizione di ogni aspetto della realtà: corpo - mente - spirito. Il corpo può essere diviso in 3 parti tronco - gambe - braccia, che a loro volta possono essere ulteriormente sezionati in piedi - gambe - anca, oppure mano - avambraccio - braccio; a livello strutturale la tripartizione consiste in ossa - muscoli - tendini e legamenti; ecc.. A livello muscolare, abbiamo una divisione fra muscolatura profonda (stabilizzata) e superficiale (di movimento); una è Yin e l’altra è Yang. E’ molto importante capire le funzioni e le azioni di ciascuna per poterle far lavorare assieme in armonia . Di solito si tende a far lavorare di più il muscolo superficiale perché è più “visibile” e più facile da controllare. Il P.S. invece distende la muscolatura superficiale potenziando quella profonda; esso richiede uno stiramento attivo, “consapevole” del muscolo. Lo stretching tradizionale è passivo e unidirezionale mentre il P.S. è attivo e multidirezionale. L’obiettivo di questo tipo di esercizi è quello di rendere il corpo forte ed elastico, di massimizzare la forza di ogni singola parte strutturale (collo, vita, schiena, anche, asse centrale, ecc.), e sbloccare le articolazioni. Campi di applicazione del Power Stretching Il power stretching anche se è consigliabile iniziarlo dopo il sedicesimo anno d’età, secondo le mie esperienze può essere e praticato, con i dovuti accorgimenti metodologici, fin dall’età scolare. Per i suoi effetti può essere applicato in campo sportivo, terapeutico-riabilitativo e in tutti i settori della motricità e del benessere psicofisico e della salute in generale. Ho iniziato ad applicare a livello sperimentale la metodica allenante con il power stretching con alcuni studenti ISEF e della facoltà di Scienze Motorie. Successivamente l’ ho applicata prima su quattordici studenti di età compresa fra i 15 e i 17 anni praticanti sport individuali e sport di squadra, poi su quindici ragazzi di età 10-12 anni, infine su dodici persone della terza età e quindici disabili con varie tipologie di handicap: fisici-motori, psichici, e su alcuni disabili con problemi relazionali. Tutti hanno ottenuto delle performance superiori alle aspettative, in particolare modo i disabili fisici, gli psichici e gli anziani .Tutto il lavoro di power stretching, progettato sui principi delle arti marziali adattate, ha funzionato come meccanismo di compensazione, favorendo le sinergie muscolari, equilibrando e attenuando le tensioni, stabilizzando tutto il sistema neuro-motorio, migliorando le prestazioni. Nei disabili e nella terza età ha contribuito a consolidare le abilità percettive e di orientamento, migliorando il controllo e l’autonomia funzionale. I risultati raggiunti dai partecipanti sono stati eccellenti, hanno superato ogni aspettativa, e questo ci autorizza a sottolineare che i valori terapeutici e di recupero del power stretching sono significativi e reali. Il power stretching agisce a tutti i livelli dell’universo uomo, non ha e non pone limiti, migliora le qualità della vita, riduce i disagi, favorisce lo sviluppo dei processi mentali, aumenta le prestazioni e il rendimento (sportivo, scolastico, lavorativo), fa invecchiare meglio, aiuta a ripristinare alcune abilità, allontana le ansie, rafforza l’autostima, facilita i rapporti sociali, ed assicura il successo. Carmelo Di Stefano Docente di Teoria Tecnica e Didattica dell’Attività Motoria e Sportiva Adattata presso la Facoltà di Scienze Motorie Università di Bologna b) ZHAN SSU JIN – per lo sviluppo della forza a spirale, La prima forza che il praticante dovrà tentare di gestire è la forza (Jin) che “si arrotola come un filo di seta” (Zhansi), espressione tipica usata dai Maestri della famiglia Chen. Il termine Zhan ssu jin descrive un movimento morbido, circolare, a spirale e lento. I movimenti nel Zhan ssu jin devono essere continui ed uniformi, senza interruzioni, descrivendo una traiettoria circolare. Questa forza, che nasce dai movimenti a spirale del corpo, e particolarmente delle anche, e che si manifesta in movimenti di rotazione e rivoluzione delle mani, non si sviluppa in una sola direzione, ma è tridimensionale, analoga a quella di un serpente. Con la forza a spirale, l’azione si manifesta sempre in tre direzioni contemporaneamente: di lato, in alto e in avanti, o di lato in basso e in avanti). L’obiettivo di questo tipo di esercizi è quello di connettere dinamicamente le varie parti del corpo, in modo che esso si possa muovere come una sola unità senza sforzo, con grazia e armonia. 2^ fase - STUDIO DELLE FORME Per lo stile CHEN Lavoro sull’approfondimento della forma di 19 e 83 movimenti. In questa fase si applicheranno nell’esecuzione della forma, i principi studiati nella prima fase. Per lo stile YANG L’insegnamento comprende le forme semplificate di 8, 16 e 24 figure e della forma yang tradizionale di 108 movimenti. In questa fase si applicheranno nell’esecuzione della forma, i principi studiati nella prima fase. 3^ fase – TEORIA: in questa fase verranno trattati prevalentemente i seguenti punti: a) ASPETTI FILOSOFICI E CULTURALI DEL TAIJI Il lavoro intellettuale è una fase importante come momento di studio, di verifica e riflessione, sia per se stessi sia per riuscire a trasmettere all’esterno le proprie conoscenze in modo chiaro e consapevole. Per lavoro intellettuale non si intende soltanto lo “studio” di princìpi, dei “Classici” o della teoria del movimento, ma anche lo sviluppo dello spirito di osservazione sia all’esterno che all’interno di se stessi. Ciò richiede la capacità di togliersi di dosso il maggior numero di condizionamenti nei comportamenti e nei pensieri per potersi avvicinare all’essenza delle cose con il candore e la semplicità di un bambino , ed avviare così il corretto processo di comprensione di qualunque realtà. Questo lavoro risulterebbe sterile ed inutile se non venisse completato contemporaneamente da una sua assimilazione “fisica” nel corpo; il lavoro intellettuale deve quindi diventare vissuto interiore attraverso la pratica. In questo modo il Taiji Quan diventa prima scienza e poi arte: il reale apprendimento avviene nel corpo. Da qui inizia dunque il lavoro sul fisico, come traduzione in concreto di quanto compreso nell’attività intellettuale. Pertanto, conoscendo la struttura ed il funzionamento dei meccanismi cinematici del proprio corpo, si può cominciare ad impostare il lavoro su di esso. Trattando una disciplina che ha origini lontane sia nel tempo che nello spazio, è importante capire, nel senso descritto sopra, i princìpi e le basi della cultura e della lingua cinese per riuscire a cogliere il reale significato dei concetti in essa espressi. Si usano spesso termini cinesi per descrivere movimenti, princìpi o azioni, ma spesso se ne travisa il vero significato in quanto se ne recepisce soltanto una sua interpretazione. Pertanto, verrà svolto uno studio attento e rigoroso dei termini cinesi maggiormente usati nel Taiji Quan. b) NOZIONI DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE E DI ANATOMIA Per poter comprendere appieno la saggezza e le conoscenze contenute nei Classici del Taiji Quan è fondamentale capire il funzionamento del corpo umano sotto ogni suo aspetto: fisico, energetico e mentale. Per la dimensione fisica verranno tra l’altro esaminati la struttura del corpo umano nelle sue componenti funzionali, le catene muscolari e la connessione strutturale, le linee di forza, le funzioni meccaniche del corpo umano, i muscoli profondi e superficiali. Per la dimensione energetica si studieranno le modalità di attivazione dell’”alchimia interiore” nel lavoro di trasformazione delle energie primordiali in energia vitale, e da questa in forza interna e successivamente in forza spirituale. d) QI GONG e) Ovvero allenare e lavorare (GONG) con l’energia (QI). E’ importante ricordare che una corretta pratica di Qi Gong è basata su tre presupposti fondamentali: il controllo del corpo, il controllo del respiro, il controllo della mente. Saranno presentati e praticati vari tipi di Qi gong quali: IL NEI GONG (LAVORO INTERNO), Gli esercizi della Longevita’, I 18 Esercizi Taoisti, Gli 8 Pezzi di Broccato, Gli esercizi del Drago, Il Qi gong del Bozzolo di Seta, Il Qi gong dei 5 Animali , Ed altri http://guide.supereva.it/tai_chi_chuan_e _qi_gong Infotel: 3494504749 - 3389830183 marcellotaichi@supereva.it - info@shendao.it www.shendao.it INOLTRE: LEZIONI GRATUITE A ROMA, LA DOMENICA MATTINA ORE 11.00 A VILLA CELIMONTANA Al Celio, metroB Colosseo, entrando da piazza della Navicella n. 12 in fondo al vialetto a sinistra
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