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Stress e dimagrimento. PDF Stampa E-mail
Scritto da Istituto Zerostress   
sabato 24 maggio 2008


Capita spesso di mettersi a dieta, per essere più belli prima dell’estate, perché non riusciamo più ad entrare in un paio di jeans o ancora perché la bilancia ci suggerisce inesorabilmente di frenare il nostro appetito. Capita altrettanto spesso però che, una volta iniziata la dieta, non riusciamo a rispettarla. Questo accade per l’incapacità di seguire meccanicamente un regime alimentare così rigido e restrittivo e perché subentrano sconforto e tristezza. Ci si ritrova così a perdere momentaneamente qualche chilo per poi recuperarlo qualche settimana dopo, sperimentando un poco salutare “effetto yo-yo” per cui si dimagrisce e si ingrassa in continuazione.

Molto spesso non è sufficiente una buona motivazione, o l’essere convinti di poter seguire una dieta, per dimagrire. Questo accade perché la dieta costituisce, anche per l’individuo più forte e motivato, un ulteriore elemento di stress che amplifica emozioni negative quali ansia, tristezza, agitazione, irrequietezza, apprensione. Per alleviare queste sensazioni spiacevoli allora, spesso “inconsapevolmente”, ci ritroviamo a mangiare biscotti, gelati, patatine o altre stuzzicherie ipercaloriche assolutamente non previste dalla nostra dieta e che finiscono per vanificare tutti gli sforzi profusi per raggiungere il nostro obbiettivo principale: dimagrire. Lo stress infatti può alterare, a livello cognitivo, la capacità di giudizio e indurre all’autoinganno per cui, ad esempio, un’abbuffata notturna diventa “solo un piccolo spuntino” oppure mangiare in continuazione cioccolatini o altri dolciumi diventa “ogni tanto mi concedo qualche piccolo peccato di gola”. Ne consegue che, di fronte a una tale innegabile dissonanza cognitiva, si preferisce interrompere la dieta proprio perchè non ci si sente più psicologicamente in grado di sostenerla.
Quindi un soggetto, su cui già persiste una condizione di forte stress, che si sottopone ad un ulteriore stressor, costituito dalle limitazioni imposte dalla dieta, è quasi certamente destinato a fallire nel suo lodevole proposito di perdere peso. Il cibo, come sappiamo, ha un effetto calmante solo momentaneo; mentre lo stress, che ci spinge a mangiare, resta saldamente ancorato all’organismo con tutto il suo carico di emozioni e sensazioni negative.
 
 
Lo stress ha dunque un triplice effetto negativo:
 
  1. Favorisce comportamenti alimentari scorretti (abbuffate notturne, mangiare fuori pasto, mangiare cibi pieni di zuccheri, mangiare con voracità).
  2. Ostacola l’osservanza della dieta in atto, inducendo a trasgredirla ad ogni occasione.
  3. Riduce l’obiettività e la capacità di giudizio: le persone non sono pienamente consapevoli dei propri comportamenti alimentari alterati.
 
Sono ormai numerosissime le ricerche e gli studi scientifici che dimostrano la stretta relazione tra stress e disturbi alimentari. Molto spesso i chili di troppo non dipendono da cause metaboliche o dal proprio patrimonio genetico ma più “semplicemente” da una condizione di stress cronico o in via di cronicizzazione.
Risulta evidente, dunque, che ridurre lo stress significa innanzitutto a) aumentare la capacità, per coloro che seguono una dieta, di rispettarne i vincoli e le restrizioni, b) impedire che si ricorra al cibo per alleviare gli effetti negativi dello stress e infine c) responsabilizzare le persone favorendo una maggiore consapevolezza dei propri comportamenti alimentari.
 

La Metodologia Funzionale Antistress® come supporto alla dieta.

 
Per dimagrire, dunque, non basta mettersi semplicemente a dieta ma bisogna avere le risorse emotive, cognitive e fisiologiche per affrontare il rigore di un progetto di dimagrimento di cui la dieta costituisce soltanto l’aspetto puntuale. Per raggiungere un obiettivo di dimagrimento non basta uno sforzo cognitivo di volontà, non basta ripetersi “ce la faccio”, “non fallirò”, “sono un vincente” oppure crogiolarsi nella gioia anticipatoria di un possibile successo futuro; per portare a termine un progetto, qualunque esso sia, è necessario che tutto il corpo, non solo la mente, sia preparato alla nuova sfida che ha di fronte.
La Metodologia Funzionale Antistress® (MFA) non si sostituisce alla tua dieta ma ti aiuta a rispettarla e a portarla avanti senza sforzo e in piena serenità. Attraverso un progetto di intervento preciso, calibrato sulla persona, è possibile non solo attuare in pieno la tua dieta ma anche a potenziarne gli effetti.
 
Il Progetto Funzionale di dimagrimento.
 
Il nostro metodo prevede 6 fasi distinte ma tutte strettamente connesse tra loro:
  1. Misurazione del livello di stress con l’analizer ZedX2
  2. Valutazione dei rischi correlati (ansia, emozioni negative, disagio psicologico)
  3. Definizione puntuale e scansione nel tempo degli obiettivi di dimagrimento secondo la dieta prescritta dal tuo medico
  4. Definizione di un progetto di Intervento Funzionale Antistress calibrato sulla persona, elaborato in funzione della misurazione/valutazione effettuata e degli obiettivi definiti al punto 3
  5. Verifica periodica degli obiettivi raggiunti
  6. Valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi ed eventuale ritaratura dell’Intervento Funzionale Antistress.
 
Il nucleo centrale del Progetto Funzionale di dimagrimento è l’Intervento Funzionale Antistress. Tale intervento prevede l’utilizzo delle tecniche Funzionali elaborate, nell’ambito della Psicologia Funzionale e scientificamente verificate, in anni di ricerche e studi condotti dal Prof. Luciano Rispoli in collaborazione con importanti Enti e Istituzioni collegate con il mondo accademico e con i più importanti centri di ricerca e associazioni che si occupano dello studio e della promozione del benessere psico-fisico.
Le tecniche Funzionali vanno ad agire a) sulla Respirazione, ripristinando un corretto uso del diaframma, portando il soggetto ad una condizione di calma e benessere indispensabile per intraprendere con serenità il percorso definito dal Progetto Funzionale di dimagrimento, b) sulle Tensioni muscolari, attraverso il massaggio Funzionale che aiuta da un lato a sciogliere le contrazioni e le rigidità e dall’altro a migliorare il microcircolo la cui alterazione costituisce la principale causa di cellulite e depositi adiposi, c) sulle Posture, attraverso specifiche posizioni del corpo e movimenti si ripristina un corretto atteggiamento corporeo e si stimola il soggetto ad evitare uno stile di vita sedentario e pigro che costituisce un fattore di rischio che può portare all’obesità, d) sul Sistema neurovegetativo, ripristinando la condizione vagotonica, indispensabile a invertire i processi di cronicizzazione dello stress, attraverso specifiche manovre sul diaframma e sulle innervazioni del neurovegetativo che determinano una diminuzione del senso di allarme, della vigilanza, delle preoccupazioni e dei pensieri negativi.
 
Ultimo aggiornamento ( sabato 24 maggio 2008 )
 
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