Molti psicologi considerano l’umorismo come risposta adattiva (coping behavior) alle avversità della vita quotidiana, sostenendo che non solo esso ci preserva dal pensare agli aspetti negativi della realtà, e quindi ci distrae, ma incrementa anche il benessere fisico e quello mentale. Ridi che ti passa, insomma.
L’umorismo ha implicazioni a tutto campo: svolge un’importante funzione sociale e comunicativa, ha una funzione regolativa delle emozioni, intervenendo sulla fisiologia dell’umore, e può essere utilizzato addirittura come strumento terapico. Ridere è una cosa seria, dunque, per citare un bel saggio della psicologa di comunità Donata Francescato.
Considerato che spesso il luogo di lavoro è il campo privilegiato delle sventure umane, ecco che l’umorismo può diventare la modalità più appropriata di affrontare le difficoltà lavorative, risolvere tensioni tra colleghi o smussare i contrasti con i capi.
In un articolo intitolato “Healthy Humour: Using Humour to Cope at Work” di Barbara Plester, docente di Comportamento Organizzativo e Comunicazione Aziendale presso l’Università di Auckland, vengono esplorate le potenzialità dell’umorismo come strategia per superare gli ostacoli e le difficoltà che ogni giorno si presentano al lavoro. L’autrice presenta uno studio qualitativo, condotto su quattro aziende in Nuova Zelanda, analizzando gli effetti positivi delle interazioni umoristiche sullo stress lavorativo, sulle relazioni tra colleghi e sul benessere in generale.
Sulla base dei dati raccolti si evidenzia che l’umorismo è un ottimo alleato dei lavoratori per:
- Alleviare la tensione: scherzi e battute favoriscono una migliore gestione delle situazioni stressanti da parte dei lavoratori e contribuiscono a ridurre i livelli di ansia e frustrazione.
- Affrontare le avversità: l’umorismo aiuta a fronteggiare con maggior leggerezza anche i momenti più difficili e delicati rendendoli meno gravosi.
- Attenuare ordini e richieste: capi e dirigenti possono utilizzare l’umorismo per mitigare la durezza di ordini e direttive, favorendo una maggiore collaborazione.
Tuttavia, la ricerca mostra anche i limiti dell’umorismo. In particolare, si evidenzia che un uso improprio dell’umorismo può dare adito a incomprensioni e malumori azzerandone i benefici. Una battuta fuori luogo, uno scherzo inappropriato possono causare irritabilità e dissapori alterando l’equilibro e la serenità della comunità lavorativa. Pertanto, è chiaro che la capacità di utilizzare in maniera proficua l’umorismo sul luogo di lavoro dipende dalle dinamiche di gruppo, dal contesto, dal clima organizzativo nonché dalle differenze individuali.
In conclusione, l’umorismo, laddove si presenti in forma benevola e spontanea, rappresenta una risorsa preziosa per il benessere lavorativo purché utilizzato con rispetto ed empatia, evitando forme denigratorie o ridicolizzanti.
